Progetti

Cooperativa Sociale "Il Ponte", via dell'Industria n.1, 64014 MARTINSICURO (TE)

PROGETTO
"ARCHIMEDE"

Richiesta di Finanziamento per l'Esercizio economico anno 1996 
presentato ai sensi della Legge Regionale 28.03.1997, n.86

Cooperativa Sociale "Il Ponte", via dell'Industria n.1, 64014 MARTINSICURO (TE)


Breve relazione sulle attività svolte e sui risultati raggiunti

La nostra Cooperativa svolge da oltre 18 anni un'attività di reinserimento socio-lavorativo di sostegno psicoterapico a soggetti con problematiche di disagio sociale ed in particolare di disabilità fisica e psichica.
I soggetti trattati hanno problematiche di emarginazione sociale, tra questi i tossicodipendenti che sono per lo più inviati dalle Comunità terapeutiche, dai Ser.T. o dalle istituzioni carcerarie.
Siamo convenzionati con l'ASL di Teramo per l'inserimento lavorativo di tossicodipendenti ed iscritti all'Albo regionale degli Enti ausiliari ed all'Albo regionale delle Cooperative sociali.
Nell'ottica di un programma globale di intervento, in collaborazione con le strutture presenti sul territorio, si cerca di fornire un posto di lavoro stabile garantendo un'indipendenza economica e più in particolare un supporto psicoterapeutico individuale e familiare. 
Il nostro principio è che attraverso il lavoro soggetti che si sentivano evitati dai più, vissuti come inutili a carico degli altri, non partecipi della società, possano ritrovare una propria emancipazione ed una propria dignità. 
La nostra è una Cooperativa integrata nel cui ambito la qualità dei soci è ripartita in modo da non creare squilibri pericolosi ed è provvista di una unità operativa di psicoterapeuti per il supporto individuale e familiare.
La Cooperativa svolge le proprie attività in tre laboratori di 1000 mq nei seguenti campi:
- laboratorio di lavorazioni di assemblaggio e componentistica, n.10 addetti,
- legatoria industriale, n.6 addetti,
- laboratorio di plastificazione della carta, n.2 addetti.
La Cooperativa ha creato una gerarchia interna individuando per ciascun settore un responsabile e ponendo al proprio vertice un nucleo di coordinamento costituito dal proprio Consiglio di Amministrazione.
Per il supporto psicoterapico ci rivolgiamo a professionisti esterni mentre è interna l'attività di ricerca e di promozione dei progetti. 
La responsabilità scientifica della Cooperativa è a carico del Dott. Di Felice Roberto fondatore vent'anni fa oltre che della Cooperativa anche di strutture di terapia residenziale per tossicodipendenti (Comunità Ama/Aquilone con n.5 sedi operative nelle Marche). 
Le retribuzioni corrisposte sono quelle previste dalla Contrattazione collettiva di categoria ed usufruisce, ai fini contributivi, dei benefici previsti dalla legge 8 novembre 1991, n.381, che azzera i contributi e gli oneri sociali per quelle fasce deboli previste dalla stessa normativa (ex tossicodipendenti, disabili, adolescenti a rischio, ex detenuti, ecc.).
Relativamente ai risultati ottenuti possiamo affermare che dopo 18 anni ed oltre dalla creazione di questa struttura i risultati ottenuti sono di notevole rilievo. 
Attualmente operiamo con 18 unità lavorative in 3 realtà diverse. Gli utenti provengono, per lo più, dal territorio Abruzzese e Marchigiano e sono stati inviati dai Servizi Pubblici, dai Ser.T., dalle Istituzioni Carcerarie, dai Servizi Sociali o si è avuto un contatto diretto.
In questi ultimi anni abbiamo potenziato ed affinato la nostra capacità formativa elaborando, tra l'altro, due progetti di formazione professionale entrambi gravanti su Fondi Sociali Europei, residui CEE:
- il 1°, "Dalla prevenzione al lavoro", (1995), aveva la titolarità del Ministero per la Famiglia e della Solidarietà Sociale ed era finalizzato all'inserimento al lavoro di soggetti emarginati, ha interessato n.75 corsisti ed ha avuto un finanziamento pari a L. 2.014.000.000 ed è stato svolto nei seguenti settori: Legatoria, Tessitura, Elettromeccanica, Orto Flora Vivaismo, Tipografia ed Alfabetizzazione (all.01);
- il 2°, "Processo di integrazione dei lavoratori handicappati nel mondo del lavoro", (1996/1998), su iniziativa comunitaria Occupazione Horizon -Handicappati, ha avuto un finanziamento totale di L. 681.335.000. Questo corso di formazione professionale, "Teleworking", per disabili fisici e psichici, ha avuto per oggetto il Telelavoro ed è stato rivolto a 12 persone portatrici di tali handicap (all.02).
Contemporaneamente al corso è stato istituito anche un Osservatorio Permanente: Handicap-Lavoro che è rimasto in funzione non meno di 24 mesi ed ha avuto lo scopo di realizzare un quadro informativo sulla situazione dell'inserimento lavorativo delle persone con handicap nel territorio relativo alla provincia di Teramo (all.03);
Inoltre, nella condivisione dei bisogni del territorio con altri soggetti emarginati abbiamo creato imprese per inserirli al lavoro:
- n.2 imprese individuali ai sensi della L.R. n.143/95-96, le cui titolari sono state due donne di cui una disabile;
- n.1 piccola coop. sociale ai sensi della L.R. n.55/98, composta da due donne ed un disabile.
Ricordiamo, ancora, che abbiamo partecipato alla V Campagna informativa educativa sull'AIDS, promossa dal Ministero della Sanità, e siamo stati tra i promotori, assieme al Comune di Pescara, alla Provincia di Pescara, all'Agenzia Regionale per l'Impiego della regione Abruzzo, del seminario "Lavoro e Terzo Settore" svoltosi il 27 maggio 1996.
Abbiamo avviato, assieme alla Prefettura di Teramo nel mese di Dicembre 1999, un'indagine conoscitiva nelle discoteche della costa sulla diffusione dell'extasi, i cui risultati sono visibili nel ns. sito Internet e pubblicati sul ns. periodico "l'Informatore sociale". 
Abbiamo altresì svolto attività di volontariato internazionale partecipando assieme alla Comunità di Capodarco di Fermo (AP) alla gestione di un campo profughi a Tirana e ad iniziative in Kosovo.
Tenendo conto della ns. specificità ci siamo occupati in Albania dei soggetti particolarmente emarginati attraverso anche attività sanitarie tramite la presenza in luogo del Dott. Di Felice.
Da ultimo stiamo cercando di realizzare una Comunità residenziale per minori.
Molte volte le Comunità terapeutiche, i Ser.T. o i Servizi Sociali del territorio hanno enormi difficoltà al reinserimento di soggetti con problematiche di tossicodipendenza o di marginalità e la nostra Cooperativa costituisce una risposta coraggiosa in questo difficile settore. Un intervento che non pesca nella quantità ma nella qualità e la sua identificazione. 
E' importante precisare che la nostra esperienza s'inserisce nella competizione del mercato privato non avendo per principio voluto esplorare alcun appalto pubblico essendo questi troppo spesso soggetti al variare delle influenze politiche di turno.
In questi anni di marcata crisi occupazionale ed industriale, nonostante il nostro personale provenga in gran parte dalle fasce deboli del mercato, siamo riusciti a conservare la presenza della nostra struttura su un territorio così difficile come quello del Mezzogiorno d'Italia. 
La tematica LAVORO, legata alla marginalità, rappresenta ormai qualcosa di molto diverso dallo stereotipo assistenziale-contenitivo di qualche anno fa.
L'intervento sociale nel campo del disagio, dopo aver superato le prime fasi di emergenza, dopo aver puntato alla realizzazione e diffusione delle comunità terapeutiche e dei servizi pubblici, dopo aver affrontato interventi di recupero anche attraverso l'utilizzo di attività ergoterapiche, punta decisamente all'uscita da una logica puramente curativa-assistenziale della persona svantaggiata. 
E' forte la voglia di avvio di processi di promozione delle risorse individuali e collettive, di integrazione sociale e lavorativa. Questo desiderio - necessità, sia degli operatori che delle persone svantaggiate - vede nel lavoro uno strumento importante quale fattore di evoluzione, di cambiamento.
Il supporto psicoterapico individuale e familiare e particolarmente l'inserimento lavorativo assieme all'indipendenza economica costituiscono un prerequisito indispensabile per la completa socializzazione dei soggetti con trascorsi di disagio.
Il lavoro quindi non è più sola risorsa economica ma, per i servizi, viene vissuto anche come strumento terapeutico, educativo e di integrazione sociale. Per la persona disagiata il lavoro viene vissuto come momento di riscatto e rilancio della propria esistenza, come momento e luogo di promozione delle proprie competenze, di costruzione/ricostruzione della propria identità personale e sociale, di identificazione delle proprie capacità.
Il lavoro come strumento richiede pertanto una cultura che vede il coinvolgimento attivo e progettuale della persona e la tensione alla reale autonomia prima sociale che finanziaria.
Manca una lettura attenta e costante della problematica lavoro/disagio e dell'evoluzione dei fenomeni, ad esempio:
- integrazione lavorativa dei disabili; 
- sul tema nuove droghe e lavoro;
- sulle difficoltà che incontra la persona che ha ultimato il percorso di disintossicazione, di riabilitazione, nel trovare il lavoro;
- sull'aumento dei soggetti con molteplici svantaggi: tossicodipendente, alcolismo, problemi psichiatrici, carcerazioni;
- i cambiamenti e l'evoluzione del lavoro: diventa flessibile, autonomo e pone problemi di identità individuale e sociale, cambiano i contenuti del lavoro, aumenta la disoccupazione.
Da queste riflessioni nasce in questo modo il bisogno di andare a:
- elaborare e promuovere una cultura di integrazione lavorativa;
- definire con chiarezza gli obiettivi, i metodi, le azioni nonché i risultati previsti dei progetti;
- avviare una riflessione sulle funzioni, le professionalità, le competenze, le pratiche messe in campo, riflettere su quali tra i vari processi avviati e le nuove competenze acquisite possono poi considerarsi esemplari e presi a modello nella prospettiva della progettazione.

L'integrazione lavorativa dei disabili in un contesto opportunamente attrezzato e con un adeguato supporto psicosociale costituisce una nostra caratteristica da più di vent'anni, questo sforzo è stato riconosciuto dalla Regione Abruzzo, dall'Agenzia regionale dell'Impiego, dalla Comunità economica europea che hanno finanziato numerosi interventi di formazione professionale e di inserimento lavorativo.
Con questa richiesta di contributi vogliamo creare un'altra opportunità in un territorio come quello della ns. provincia così arretrato nel campo dell'inserimento al lavoro di portatori di handicap.
La nostra iniziativa è sostenuta dalla Caritas Diocesana, dall'Azienda Sanitaria Locale, da numerosi Comuni e Enti di volontariato (all.8)

Parte descrittiva del progetto "Archimede"

Oltre alla risposta di inserimenti lavorativi per quei soggetti che hanno completato un iter medico-terapeutico (terapie presso il Ser.T o presso le Comunità) la nostra esperienza intende dar risposta a casi di estrema complessità riguardanti, ad esempio, soggetti di oltre 35 anni in terapia metadonica protratta, con difficoltà fisico-psichiche, ormai profondamente destrutturati con numerose carcerazioni alle spalle, con scarsa professionalità qualificata e numerosi tentativi terapeutici falliti.
Alcune analisi sociologiche effettuate all'interno del Ser.T. di Nereto (TE) competente per territorio sulla disoccupazione nell'ambito dell'emarginazione giovanile e la comparazione con i dati sulla disoccupazione della popolazione attiva, emessi dall'Ufficio del Lavoro (Val Vibrata - vedi all. 3) dimostrano che la percentuale di disoccupati nell'ambito della popolazione tossicomanica è tre volte superiore a quella che si riferisce alla intera popolazione attiva. Questo a conferma di dati nazionali che indicano che il problema lavoro nell'ambito delle fasce deboli della popolazione costituisce uno degli aspetti prioritari delle condizioni di difficoltà e di inferiorità. Le continue richieste e le attestazioni di collaborazione dei Ser.T., del Centro Sociale adulti, dei Comuni, delle Comunità terapeutiche, delle Associazioni di volontariato, Associazione Sindacale, della Caritas Diocesana, delle Case Famiglia e la collaborazione in atto con la Casa Circondariale di Teramo (vedi all. 4 e 12) ci hanno stimolato ad iniziare questa nuova fase progettuale basandoci su quello che da anni è il nostro Know-how: formazione e lavoro.
Dichiarazioni dell'Agenzia Regionale per l'Impiego di Pescara ci rendono atto della nostra effettiva capacità di proporci come soggetti capaci di inserire in modo stabile le fasce deboli nel mercato del lavoro (vedi all. n.5).
Intendiamo quindi, potenziando la nostra capacità industriale, creare contemporaneamente una risposta di formazione professionale e lavoro per gli individui coinvolti nel fenomeno della tossicodipendenza anche con problematiche gravi (giudiziarie, sanitarie, insuccessi terapeutici, ecc.) di concerto con gli Enti interessati (Ser.T., Centro Sociale adulti, ecc.). Noi siamo già titolari di alcune attività di lavoro tra queste figura quella della Legatoria che è attualmente incompleta infatti alla nostra catena di produzione mancano i macchinari per poter rilegare i libri. Noi contiamo sul buon accoglimento dei contributi richiesti ai sensi della L. 309/90 annualità '94-'95 per completare la linea del libro tenendo conto che la spesa richiesta non sarà inferiore a 1.000.000.000 (un miliardo).
Nell'ottica della prevenzione all'emarginazione ed al disadattamento sociale, del trattamento di soggetti con problematiche di tossicodipendenza, anche con patologie gravi (psichiatriche, AIDS, ecc.) e della riduzione del danno presentiamo di conseguenza il Progetto "Archimede".
Attraverso questo Progetto noi intendiamo ampliare la nostra capacità ricettiva d'inserimento lavorativo con una nuova attività, quella del cartonato, creando n.4 unità lavorative, in stretta correlazione con il Ser.T. e con l'Agenzia Regionale per l'Impiego con i quali è stato concordato il Progetto (vedi all. 6 e 7), per inserire al lavoro soggetti con problematiche di tossicodipendenza che hanno superato un iter medico o comunitario ed altresì rivolgerci, anche nell'ottica della riduzione del danno, a quei casi gravi che per l'età dei soggetti, per le condizioni psichiatrico-sanitarie e per i numerosi insuccessi terapeutici (ricadute frequenti, metadone protratto) rappresentano delle difficoltà gravi di socializzazione e di reinserimento lavorativo. 
Le possibilità offerte riguardano:
a) - la Formazione professionale attraverso un stage teorico-pratico per n.4 soggetti della durata di mesi 4 per un totale di 400 ore ed avente l'ausilio di 2 tutor appartenenti alla nostra realtà ed il seguente programma con distribuzione settimanale e giornaliera della formazione teorica e pratica: 25 ore settimanali suddivise in 5 ore giornaliere dal Lunedì al Venerdì così suddivise
* 1 ora di teoria, * 4 ore di pratica, (dal Lunedì al Venerdì); 
la formazione teorica verterà su nozioni di Cartotecnica, Diritto del Lavoro, Norme previdenziali e assistenziali, Composizione e scomposizione dei pezzi e organi meccanici delle macchine, Composizioni strutturali delle macchine, Pulizia e manutenzione, Fascicolazioni, Tipi di Pieghe, Tipi di Cucitura, Incelofanature, Il libro; 
la formazione tecnico/pratica interesserà le applicazioni pratiche sulle macchine con conseguenti realizzazioni quali gli ordini da terzi e gli espletamenti riguardanti le macchine interessate;
Per quello che concerne la parte teorica non strettamente attinente alle competenze dei ns. Tutor n.3 Insegnanti specializzati nella Formazione Professionale delle branche in oggetto ci hanno assicurato la loro disponibilità totalmente gratuita;
b) - l'inserimento lavorativo al termine dello stage teorico/pratico a tempo indeterminato;
c) - sostegno psicoterapico attraverso la presenza bisettimanale di un operatore qualificato (psicologo) con la stretta collaborazione degli operatori del Ser.T., la riunione di verifica giornaliera del lavoro svolto ed un sostegno psicoterapico familiare ove necessario, svolto da una pedagogista se sono presenti i minori. Il coordinamento sarà tenuto da n.1 psichiatra. N.1 sociologo verrà impiegato per l'analisi statistica e la verifica. Tutti questi professionisti esterni avranno un contratto di collaborazione coordinata e continuativa. Per il sostegno psicoterapico è previsto l'utilizzo di volontari (n.1 medico e volontari dell'Associazione "Progetto 2000", Caritas Diocesana). 
Sono previsti incontri mensili di verifica della qualità del lavoro tra il personale della Cooperativa, il Ser.T. ed i responsabili delle Comunità terapeutiche o degli altri Enti che hanno inviato i soggetti (vedi all. 10 e 11).
Per quello che concerne il Progetto di Formazione professionale al fine dell'inserimento sociale e lavorativo occorre partire dai dati preoccupanti della situazione occupazionale nel territorio Abruzzese ed in particolare nella Val Vibrata (vedi all. 3). La grave crisi occupazionale emersa al termine di un periodo di crescita imperniato particolarmente nella lavorazione c/terzi nel settore dell'abbigliamento (Fasonage) a seguito della concorrenza internazionale (trasferimento delle commesse presso luoghi a basso costo di lavoro) e la più grave incidenza della disoccupazione nell'ambito delle fasce deboli della popolazione rendono indispensabile sia un aumento delle possibilità ricettive della Cooperativa sociale che un'attenta analisi del mercato prima di intraprendere nuove attività. Occorre ricordare infatti che tutti gli indicatori sociologici e le informazioni avute nei contatti con i Ser.T e l'Agenzia Regionale sottolineano che queste crisi occupazionali colpiscono dapprima gli strati deboli della popolazione ed in particolare i soggetti occupanti l'area del disagio.
Dopo ripetuti contatti con l'Agenzia Regionale per l'Impiego di Pescara su loro indicazione abbiamo effettuato un'analisi di mercato nel settore della Cartotecnica rilevando che numerose tipografie sarebbero disponibili nei confronti della Cooperativa per lavori c/terzi della summenzionata tipologia (vedi all. 8).
L'attività di cartonato comprende la realizzazione di contenitori di archivio, copertine di cartone duro, fustellati e piegati, incollature e accoppiamenti fra materiali quali carta, cartoncino, stoffa, tessuti, plastificati, similpelle, ecc.
Inoltre, in questo contesto s'affacciano altresì recenti richieste che tengono conto di lavorazioni che utilizzano la microonda per la gomma, il linoleum, l'ondulato plastico, il laminil, il Pvc, ecc.
Questa attività rappresenta una nuova opportunità in quanto ditte in grado di lavorare simili materiali non si trovano nel territorio comprensoriale.

COSTO COMPLESSIVO DEL PROGETTO:

1) - Personale n.2 Tutor/Insegnanti della Coop. "Il Ponte" impegnato L. 25.000 x 400 h. x 2 L. 20.000.000
2) - Personale n.2 Amministrativo della Cooperativa "Il Ponte" impegnato per il Progetto:
(*) L. 25.000 x 800 h. = L. 20.000.000
3) - Destinatari n.4 soggetti con problematiche tossicomaniche impegnati nel Corso di Formazione,       
Indennità oraria: L. 3.000/h x n.4 x 400 h = L. 4.800.000
4) - Spese di progettazione previste nel Corso di Form. (*) L. 3.000.000
5) - Sostegno psicoterapico individuale e familiare previsto 
nell'ambito del Progetto: n.1 psicologo x 1h al giorno per 105 gg. 
L. 70.000/h x 105h. = L. 7.350.000 n.1 pedagogista x 1h a settimana per 52 settimane
L. 70.000/h x 1 x 52 = L. 3.640.000 n.1 psichiatra-coordinatore x 1h a settimana per 52 settimane
L. 70.000/h x 1 x 52 = L. 3.640.000 n.1 sociologo x 1h settimanale per 52 settimane
L. 70.000/h x 1 x 52 L. 3.640.000 
6) - Materiale di consumo individuale/collettivo (carta, manuali ecc.) previsto per il Corso di Formazione = L. 2.000.000
7) - Acquisto macchinari per l'inserimento lavorativo per n.4 unità
a) macchina cucitrice automatica L. 38.856.000
b) n.1 piegatrice L. 94.129.000
c) macchina pettine L. 119.400.000
d) fustellatrice L 152.400.000

Costo complessivo del Progetto Totale L. 472.855.000
Finanziamento richiesto Totale L. 429.855.000 

(*) Costi a carico della Coop. Soc. "Il Ponte" 

DISPOSIZIONI COMUNI

- Obiettivi in relazione alle esigenze rilevate sul terriotiro;
- Tempi, fasi ed obiettivi intermedi;
- Soggetti con i quali ci si collega ai fini dell'attuazione;
- Descrizione analitica delle metodologie per il raggiungimento degli obiettivi e modalità di verifica del 
  traguardo degli obiettivi intermedi e finali per il controllo della gestione;
- Tipologia del personale impiegato e relativa qualificazione professionale;
- Ragioni che rendono necessario l'acquisto dei beni mobili (macchinari)

OBIETTIVI IN RELAZIONE ALLE ESIGENZE RILEVATE SUL TERRITORIO

Il Progetto Archimede riguarda una nuova attività che è quella del Cartonato. Come già indicato nelle pagine precedenti esso ha un duplice obiettivo:
a) - incrementare le nostre capacità industriali e quindi di inserimenti lavorativi creando un'attività in un campo in cui possediamo già un Know -how di base, una buona conoscenza del mercato, delle capacità già riconosciute dall'Agenzia Regionale per l'Impiego di Pescara (vedi all. 5) e verso cui esistono richieste già sondate da una nostra analisi merceologica (vedi all. 8);
b) - rispondere alle richieste interessanti i tossicodipendenti, anche con problematiche gravi (sanitarie, insuccessi terapeutici, penali, ecc.), provenienti particolarmente dal Mezzogiorno d'Italia tramite un collegamento con gli enti pubblici (vedi all. 6 e 7) e privati (vedi all. 4 e 10) con lo scopo di formarli professionalmente e di inserirli stabilmente al lavoro con il supporto psicoterapico individuale e familiare necessario.
Tutte queste iniziative ed obiettivi rispondono a precise politiche territoriali.
Giornalmente riceviamo richieste di inserimento lavorativo (vedi all. 4, 9 e 18) di soggetti con trascorsi di tossicodipendenza e quindi le nostre proposte si calano perfettamente nelle necessità territoriali (vedi all. 3, 4, 9,10 e 18) e documenti ufficiali (vedi all. 5, 6 e 7) testimoniano la nostra effettiva capacità.

TEMPI, FASI ED OBIETTIVI INTERMEDI

La realizzazione del Progetto presentato ha i seguenti tempi: all'inizio intendiamo formare con uno stage teorico-pratico della durata di 4 mesi i soggetti interessati al Progetto Archimede. Contemporaneamente 2 nostri dipendenti già esperti installeranno le macchine inerenti al Progetto che saranno quindi in piena attività alla fine dello stage teorico-pratico. Dal punto di vista della tempistica le ditte fornitrici sono in grado di predisporre l'installazione dei macchinari e la formazione specifica del nostro personale e dei ragazzi nello spazio di 2 mesi dall'ordine d'acquisto. Dall'atto dell'erogazione del contributo nei primi 6 mesi formeremo i ragazzi ed immediatamente dopo passeremo all'assunzione definitiva e all'attivazione dell'unità produttiva.
Dal punto di vista più squisitamente terapeutico rimandiamo alla descrizione analitica per il raggiungimento degli obiettivi ed alle modalità di verifica intermedia e finale e del controllo della gestione.

SOGGETTI CON I QUALI CI SI COLLEGA AI FINI DELL'ATTUAZIONE DEL PROGETTO

Dal documento del Ser.T. di Giulianova allegato ai Progetti "Archimede" e "Unità di lavoro modulare" (vedi all. 6) si evince già l'intendimento seguito dalla nostra Cooperativa: integrazione fra i servizi pubblici e privati in relazione alle esigenze del territorio.
Oltre gli Enti coinvolti nel sopracitato Progetto ricordiamo gli attestati di adesioni e di collaborazione (vedi all. 4, 9 e 18) ed i Protocolli d'Intesa con le altre strutture private (vedi all. 10), la convenzione della Cooperativa "Il Ponte" con l'A.S.L. n.106 di Sant'Omero (TE) (vedi all. 11).
E' da segnalare sulla base dei documenti già citati che la nostra Cooperativa è integrata e collabora sul territorio con tutti gli attori sociali possibili: 
- Comuni di Martinsicuro, Alba Adriatica, Grottammare e Colonnella;
- Comunità terapeutica per tossicodipendenti "Ama-L'Aquilone";
- Casa Famiglia per minori in difficoltà "S. Gemma Galgani";
- Ser.T. di Nereto e Giulianova;
- Casa Circondariale di Teramo e Centro Sociale Adulti di Pescara;
- Caritas Diocesana;
- Agenzia Regionale per l'Impiego di Pescara;
- Consultorio Familiare di Martinsicuro;
- Associazioni di Volontariato (Progetto 2000, On the road, Bambini Chernobyl) regolarmente iscritte all'Albo regionale abruzzese.
La nostra nuova fase progettuale è stata concordata con l'Agenzia Regionale per l'Impiego di Pescara (vedi all. 7) allo scopo oltre che di ottemperare ai requisiti della Legge Regionale anche per ottenere una visione tecnica di altro profilo qualitativo.
Intratteniamo da anni anche una fattiva collaborazione con la Casa Circondariale di Teramo e siamo disponibili ad inserire anche soggetti in semilibertà nella nostra realtà (vedi all. 12).
Collaboriamo con l'Associazione degli Industriali della provincia di Teramo che ha fornito il suo sostegno per l'elaborazione di richieste di finanziamento ed è altresì disponibile ad ogni forma di supporto tecnico (vedi all. 13) per stage ed inserimenti lavorativi.

DESCRIZIONE ANALITICA DELLE METODOLOGIE PER IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI E MODALITÀ' DI VERIFICA DEL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI INTERMEDI E FINALI E DI CONTROLLO DELLA GESTIONE DELLE METODOLOGIE DI RECUPERO E DI REINSERIMENTO

Nello sviluppo analitico del progetto è richiesta un'adeguata illustrazione delle metodologie operative messe in atto al fine di raggiungere efficacemente gli obiettivi, intermedi e finali propri dell'intervento progettuale messo in campo. Si richiede, inoltre, la descrizione delle modalità di verifica del raggiungimento di questi obiettivi che sono stati definiti in sede di ideazione progettuale iniziale. Infine devono essere descritte le modalità del controllo di gestione attuato.
Nello specifico vengono qui con chiarezza definiti i seguenti due punti del progetto:
a) la descrizione analitica delle metodologie impiegate per il raggiungimento degli obiettivi;
b) le modalità di verifica del raggiungimento degli obiettivi intermedi e finali e di controllo di gestione.
La Cooperativa Sociale "Il Ponte", forte dell'esperienza maturata in un'attività più che quindicinale di prevenzione, recupero e reinserimento lavorativo di tossicodipendenti e di giovani a rischio di devianza, con il presente progetto intende rafforzare, dando ad essa maggiore incisività ed efficacia, questa sua attività mediante un intervento di espansione industriale, di formazione professionale, di inserimento lavorativo (progetto Archimede e Unità di Lavoro Modulare). L'esigenza prende corpo dal fatto di essere inseriti in un contesto territoriale a forte matrice di disagio giovanile e con aspetti di marcata tossicodipendenza. Tale quadro emerge nettamente sia dalle indagini sociologiche (vedi all. 3), sia dalle continue richieste avanzate alla Cooperativa dall'Ufficio Sociale dei Minori, dai Ser.T. e dai Comuni, dalle Comunità Terapeutiche.
Nell'ottica di una corretta metodologia di intervento sociale, gli operatori della Cooperativa Sociale "Il Ponte" hanno impostato il lavoro in una visione operativa pensata nei termini di scambio energetico e relazionale con le altre strutture presenti sul territorio, per cui la gestione delle diverse attività realizzate avviene a stretto contatto con le altre realtà territoriali e, in particolare, con gli enti pubblici preposti a fornire risposte in questo specifico ambito del sociale. A tal fine si ricordano i rapporti con i Comuni, l'A.S.L., i Ser.T., la Casa Circondariale di Teramo (per i soggetti in semilibertà), la Comunità "Ama-L'Aquilone", l'Agenzia Regionale per l'Impiego, la Casa Famiglia "S. Gemma Galgani", ecc..
In questo contesto organizzativo, improntato alla valorizzazione delle sinergie territoriali, la Cooperativa svolge la sua quotidiana attività di prevenzione, recupero e reinserimento lavorativo di tossicodipendenti e giovani a rischio di devianza, forte della convinzione che la formazione professionale ed il reinserimento socio-lavorativo, coadiuvati da un sostegno psicoterapico, costituiscono le tappe più importanti, ma anche le più difficili, del percorso riabilitativo di soggetti a rischio di emarginazione e devianza di giovani già interessati da fenomeni di tossicodipendenza.
I progetti "Archimede" e "Unità di lavoro modulare", raccogliendo e continuando tale impostazione di metodo, disegnato in un'ottica di attiva integrazione dei diversi servizi pubblici e privati presenti sul territorio ha come obiettivo la prevenzione, il recupero ed il reinserimento lavorativo di soggetti coinvolti nella tossicodipendenza ed anche entrati nel circuito penale, o portatori di fallimenti terapeutici e di patologie correlate alla tossicodipendenza (disturbi fisici, psichici).
Tale popolazione bersaglio è individuata di concerto con il Ser.T. dell'A.S.L. n.106 nel rispetto di un disegno progettuale condiviso con i diversi enti pubblici e privati territorialmente presenti. Nello specifico metodologico il progetto è pensato avendo come obiettivo il collocamento professionale, orientamento al lavoro, reinserimento lavorativo e sostegno psicoterapeutico dei soggetti coinvolti dal programma di intervento sociale.
Tenendo conto delle conoscenze fin qui accumulate in materia di tossicodipendenza e di attività di prevenzione e recupero di soggetti a rischio di devianza, e certi della bontà dell'assunto metodologico per cui sia l'attività di prevenzione, sia l'attività di recupero e reinserimento, devono avvenire in ragione di un inquadramento del soggetto in un ricco contesto di opportunità formative ed educative, la Cooperativa Sociale "Il Ponte" propone i progetti "Archimede" e "Unità di lavoro modulare", quest'ultimo in associazione con "Progetto 2000", Caritas Diocesana e Associazione "Bambini Chernobyl" privilegiando in esso una strategia di intervento educativo centrato sul lavoro ed integrato con il sostegno psicoterapico.
Tale metodologia si caratterizza per l'integrazione delle attività di formazione professionale, di orientamento nonché di reinserimento lavorativo, accompagnate da attività di sostegno psicoterapico all'utenza e di attenzione al suo destino sociale. Nello specifico gli obiettivi dei progetti "Archimede" e "Unità di lavoro modulare" sono connessi a
a) ex tossicodipendenti o soggetti coinvolti nella tossicodipendenza anche con problematiche gravi (carcerazione, fallimenti terapeutici, terapie metadoniche protratte, patologie fisiche-psichiche);
b) famiglie particolarmente monoparentali con problematiche di tossicodipendenza e con minori a carico.
Rispetto ad esse e d'intesa con le strutture pubbliche e private territoriali già sopra ricordate il presente progetto intende garantire:
1) un percorso di formazione al lavoro allo scopo di fornire una risposta professionalmente significativa, in vista di un effettivo inserimento lavorativo. Questo inserimento riguarda soggetti anche contrassegnati da percorsi comportamentali destrutturati e/o connotati da esperienze di detenzione sempre e comunque connesse ad uso di sostanze stupefacenti. Questo percorso di formazione, campo nel quale abbiamo una notevole esperienza (vedi all. 1 e 2), oltre che a fornire le abilità professionali necessarie ci consentirà un primo contatto con i soggetti per verificare la validità del programma terapeutico ipotizzato.
2) un'efficace percorso di reinserimento lavorativo e sociale mediante l'inserimento, anche part-time, presso la struttura di lavoro o presso il proprio domicilio.
La Cooperativa Sociale "Il Ponte", al fine di garantire un migliore percorso di integrazione sociale e di formazione al lavoro dell'utenza interessata dal progetto 
intende incrementare le capacità produttive creando nuove attività al fine di offrire maggiori opportunità di formazione e di orientamento al lavoro.

DESCRIZIONE ANALITICA DELLE METODOLOGIE PER IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI

Da quanto fin qui esposto, si evidenzia la sostanza del progetto che si compone di due programmi che appaiono distinti per il tipo di metodologia descritta e per i metodi di intervento utilizzati, fermo restando la popolazione bersaglio, sempre connessa al problema della tossicodipendenza, così com’è stata individuata nel paragrafo due di questo scritto.
Nello specifico abbiamo un programma, quello indicato nel paragrafo precedente con il numero 1, che ha l’obiettivo di formare professionalmente i soggetti delle fasce individuate come a) e b) e abbiamo un programma, quello indicato con il n.2, che ha l’obiettivo di inserirli al lavoro.
Programma di inserimento al lavoro di soggetti tossicodipendenti o con problemi connessi alla tossicodipendenza.
Per quanto concerne questo programma, l'inserimento al lavoro si prefigge, come obiettivo finale, di garantire un pieno e positivo reinserimento del soggetto con trascorsi di tossicodipendenza in un contesto di relazioni sociali "normalizzanti". Si tratta, pertanto, di un intervento metodologicamente finalizzato all'ottenimento non solo dell'inserimento lavorativo del soggetto ma che intende realizzare un programma di risocializzazione al lavoro in un'a a ristrutturare l'identità della persona intorno a ruoli positivi. Per cui l'attenzione viene posta sul destino sociale dell'individuo che è visto nel suo complesso in una logica di integrazione e completamento del suo percorso terapeutico e di vita. In ultima analisi il lavoro assume connotati di socializzazione formativa fortemente mirata all'ottenimento di una completa riabilitazione del soggetto per una sua positiva ricollocazione di ruolo all'interno delle normali dinamiche espresse dalla società civile.
Il programma segue metodologicamente una strategia terapeutica-educativa centrata sul lavoro (M.S. Agnoli, Il programma delle ricerche sull'efficacia delle strategie di comunità, in Sociologia e Ricerca Sociale, n.45, 1994, p.19 e Labos, strategie operative nei servizi per le tossicodipendenze, Roma, Ter, 1993) che tecnicamente si caratterizza sia per un'attività lavorativa condotta nei laboratori della Cooperativa Sociale "Il Ponte per il progetto "Archimede" e a domicilio per il progetto "Unità di lavoro modulare". A tutto ciò si aggiunge il necessario sostegno psicologico che viene fornito all'utenza dagli operatori del locale Ser.T. di Nereto (TE) e del Ser.T. di Giulianova (TE), servizi dell'A.S.L. di Teramo e dagli operatori della Cooperativa Sociale "Il Ponte" e del Centro Servizio Sociale per Adulti.
Le considerazioni da cui parte tale metodologia di intervento territoriale prendono forza dall'analisi delle cause di vulnerabilità psicologica di giovani o adulti interessati da tale forma di devianza. Molti sono gli studi e le ricerche che si sono accumulati negli ultimi anni e ,al di là dell'enorme quantità di materiale e di cause addotte, emerge con chiarezza un comune denominatore individuato nelle dinamiche di ruolo del soggetto. Infatti, anche ponendo attenzione alle diverse cause isolate dai vari autori nel tentativo di spiegare il fenomeno ritroviamo una comune difficoltà di ruolo dei soggetti coinvolti. Così è nel caso delle teorie psicoanalitiche, in quelle che pongono l'accento sui correlati micro-sociologici, come le caratteristiche struttural-culturali della famiglia , in quelle che privilegiano i correlati macro-sociologici propri dell'approccio struttural-funzionalista, ecc. (G. Milanesi, Droga, in F. Demarchi, A. Ellena, B. Cattarinussi, - a cura di -, Nuovo dizionario di sociologia, Edizioni Paoline, Ciniesello Balsamo/Milano, 1987, pp.697-705). Lo stesso può dirsi per la sintesi proposta da Luttle ( G. Luttle, Psicologia degli adolescenti e dei giovani, Il Mulino, 1993, p.217) sulle cause di vulnerabilità del soggetto tossicodipendente così come presentate dai vari autori che si sono interessati, in questi ultimi anni, alla problematica. Seguendo lo schema proposto dall'autore si isolano cinque livelli di vulnerabilità così ripartiti:
1) livello individuale: esso propone una tipologia di personalità predisposte all'uso della droga;
2) livello familiare: le cause e i fattori che facilitano la tossicodipendenza sono isolati all'interno dell'ottica sulla crisi della famiglia e sui tipi di relazione che si innescano nei sistemi familiari;
3) livello sociale: punta l'attenzione nel nesso causale tra marginalità giovanile e rischio di tossicodipendenza;
4) livello culturale: pone l'attenzione sulle finalità fra droga e mondo simbolico giovanile;
5) livello plurifattoriale: si attribuisce la tossicodipendenza a una costellazione di fattori.

Pertanto, in un’ottica di ruolo e poi di carriera deviante, l’esperienza della tossicodipendenza assume connotati fortemente legati al problema della strutturazione dell’identità del soggetto, cui si sommano problemi di accettazione di regole e di condivisione di status professionali. In questo la metodologia terapeutico-educativa centrata sul lavoro con adeguato supporto psicoterapico, qui proposta e seguita, assume una centralità sostanziale ai fini della ristrutturazione dell’identità del soggetto tossicodipendente da costruire ora intorno a valori e ruoli socialmente approvati. Nello specifico si propone un percorso formativo in grado di agevolare il rientro socio-psicologico dell’individuo all’interno delle regole e dei tempi posti dalla società, portandolo ad acquisire un ruolo e un’indipendenza, quest’ultima sia di carattere psicologico che economico, non più centrati intorno ad atti e comportamenti penalmente sanzionati.
Su tale piano e proposta terapeutica si inseriscono anche le considerazioni di Ciocca  il quale sostiene che “la frequenza di ricadute dopo il trattamento è un dato grave e scoraggiante. L’esperienza drogastica interviene nella crescita della personalità non solo direttamente per gli effetti psicologici che produce ma anche indirettamente perché interrompe l’esperienza sociale in una fase in cui si realizza il compimento degli studi e l’inizio dell’attività lavorativa. Scuola e lavoro vengono abbandonati precocemente e sostituiti da attività provvisorie, marginali, parassitarie o criminali. La ricostruzione dell’identità sociale dopo il trattamento incontra quindi enormi difficoltà che devono essere tenute presenti quando si discute sul senso delle ricadute” (A. Ciocca, Fuori dalla droga, Teda Edizioni s.r.l., Castrovillari/Cosenza, 1993, p.34). E ricollegandosi a Vaillant (G.E. Vaillant, What can long-term follow-up teach us about relapse and prevention of relapse in addiction?, in Brit. J. Addiction, 83, pp1147-1157, cit. da A. Ciocca in op. cit., p.34), afferma che l’autore “ha trovato che il più importante fattore di predisposizione della prognosi a lungo termine è proprio la capacità di comportamento strutturato e che si rivelano utili nel prevenire le ricadute tutti quei provvedimenti capaci di fornire un controllo ed un sostegno nella vita esterna alla nuova identità sociale del tossicomane” (A. Ciocca, op. cit., p.34).
In linea con quanto esposto interviene anche Damiani il quale sostiene che “rispetto al mercato del lavoro, il fenomeno delle tossicodipendenze assume almeno tre aspetti tutti inquietanti e sostanziali:
1) la mancanza di occupazione è considerata tra i maggiori fattori di rischio;
2) il lavoro rappresenta un momento irriducibile per il reinserimento sociale di un ex tossicodipendente;
3) fabbriche ed uffici non sono isole felici, il numero di operai che fanno uso di droga è elevato e senza troppe distinzioni di ceti e di mansioni” (P. Damiani, Tossicodipendenza: esperienze di comunità e reinserimento al lavoro, in L. Bobba e D. Nicoli - a cura di -, L’incerta traiettoria. Rapporto sui giovani 1987, Franco Angeli, Milano, 1988, p.175, sottolineatura nostra.
Da quanto visto il nostro approccio metodologico si inserisce all’interno di una riflessione metodologica di ampio respiro nata dallo sforzo di esperienze terapeutiche e di ricerche empiriche attente agli aspetti sostanziali del reinserimento sociale dell’ex tossicodipendente che, solo nel suo positivo successo, chiude sostanzialmente l’intero percorso terapeutico-riabilitativo del soggetto. Pertanto il programma si pone come momento irrinunciabile di una strategia di recupero e particolarmente di reinserimento, volta a risolvere con efficacia gli interventi terapeutici in vari modi messi in atto e, in assenza, a completare il percorso di risocializzazione dell’ex tossicodipendente altrimenti lasciato ad un destino sociale sicuramente incerto e casuale.
L’intervento, come abbiamo fin qui precisato, è destinato a soggetti con problemi di tossicodipendenza e di età tra i 16 e i 40 anni con le specifiche di: a) e b).

Programma di formazione al lavoro di tossicodipendenti

Il programma di formazione al lavoro si colloca, nel progetto complessivo, in linea con le attività di prevenzione e recupero di soggetti i cui percorsi di vita sono contrassegnati da comportamenti ed identità destrutturati dall'esperienza drogastica. Si tratta, nello specifico, di un programma terapeutico-riabilitativo centrato sulla formazione professionale per il conseguimento della operatività specifica e del conseguente inserimento lavorativo. Esso verrà effettuato presso le realtà della Cooperativa Sociale "Il Ponte" ed il sostegno psicoterapico sarà fornito dagli operatori dei Ser.T. interessati (Nereto e Giulianova) e dagli operatori della Cooperativa.
Anche in questo caso la validità del percorso formativo è sottoposto al parere dell'Agenzia Regionale per l'Impiego il cui ruolo è individuato nel fornire elementi di orientamento per un successivo ed effettivo inserimento lavorativo dei soggetti interessati dal corso di formazione. 
I fondamenti metodologici da cui parte tale programma di intervento, rivolto com'è a fasce deboli della popolazione coinvolte in processi devianti connessi alla fenomenologia drogastica, sono il prodotto di una prassi di intervento terapeutico socio-riabilitativo che si è affermato a partire dalla metà degli anni ottanta. Scriveva infatti Damiani nel 1988 che "tra le esperienze interessanti di questi ultimi anni è anche da ricordare certamente la realizzazione di "corsi di formazione professionale" realizzati in collaborazione con alcune comunità terapeutiche" e continuava affermando che tali corsi sono "un'importante anello di congiunzione tra la fase di riabilitazione e la fase di reinserimento sociale" ( P. Damiani, op. cit. p.177).
In merito ai corsi di formazione un'osservazione metodologica sicuramente da fare rimanda alla necessità di offrire, a tali soggetti interessati, una proposta formativa flessibile quali:
"- la crescita del senso di responsabilità individuale dei soggetti in considerazione delle esperienze negative e saltuarie vissute da questi nel campo del lavoro,
- il superamento dello stato di insicurezza tipico del tossicodipendente avvalendosi di esperienze formative che possano garantire gratificazioni e consentano di superare in positivo anche le esperienze passate nell'ambito della tossicodipendenza,
- il superamento della tendenza all'isolamento mediante il lavoro di gruppo e l'esperienza comunitaria,
- l'acquisizione di una qualifica operatività professionale che abbia un'inserimento lavorativo sicuro,
- favorire il valore e l'interesse e l'associazionismo e la cooperazione tra gli utenti,
- valorizzazione delle esperienze di volontariato quale espressione di impegno e solidarietà della comunità locale ad uscire dalla droga" (P. Damiani, op. cit., pp. 177-178).
In tale ottica di intervento e fissati in tale maniera i presupposti metodologici entro cui il corso di formazione deve muoversi, l'apprendimento diventa " (...) trasformazione di sé stessi ma anche trasformazione del tessuto sociale. L'allievo riscopre nella formazione la dignità del proprio valore e riscopre il lavoro come espressione di solidarietà e di dialogo fra le persone" (P. Damiani, op. cit. p.178).
Come appare evidente il programma di formazione chiama in causa non solo il sapere tecnico che deve essere trasmesso agli allievi ma anche un contenuto di socializzazione che deve agire, contestualmente al sapere tecnico, nei termini di una "in-formazione" e di una "tras-formazione" del sé e della personalità dell'individuo. 
Come ultima osservazione circa le metodologie richiamiamo l'attenzione sulla tipologia degli utenti che, in un'ottica di formulazione che impone un recupero dell'individuo e dei suoi bisogni, rendono più intensi, complessificandoli, gli aspetti cognitivi, operativi ed emotivi, sottesi alle dinamiche di gruppo proprie di qualsiasi corso di formazione e di inserimento lavorativo (G.P. Quaglino - G.P. Carrozzi, Il Processo di formazione, Franco Angeli, Milano, 8^ edizione, 1995, p.41).

Modalità di verifica del raggiungimento degli obiettivi intermedi e finali e di controllo di gestione

La valutazione di un programma si pone come momento irrinunciabile al fine di acquisire le necessarie informazioni utili all'ottenimento sia di una validazione di quanto realizzato, sia una migliore calibrazione delle risposte impiegate rispetto agli obiettivi che si sono posti. Pertanto la valutazione o verifica del raggiungimento degli obiettivi intermedi e finali pone una questione centrale circa il coinvolgimento, nel processo di valutazione di tutti i soggetti interessati dall'intervento in quanto valutare o verificare significa registrare "in maniera attenta ed accurata, i dati essenziali alla valutazione del programma stesso" (W.W. Holland - a cura di -, La valutazione dell'assistenza sanitaria, trad. it. La nuova Italia Scientifica, Roma, 1985, p.22) senza trascurare che "la valutazione si basa soprattutto sul ragionamento e su dati misurabili" (W.W. Holland - a cura di -, op. cit., p.22).
Quindi la verifica del raggiungimento degli obiettivi non è improvvisazione ma è attenta ideazione per migliorare, attraverso elementi misurabili, un determinato programma di intervento.
Un altro elemento da non trascurare è dato dalla necessità di porre gli schemi di verifica della "cornice stessa del programma, già ai suoi stadi iniziali, così che essa possa procedere in modo continuato" (W.W. Holland, op. cit., p.25). Inoltre è evidente che nessun progetto nasce dal nulla sociale e cade nel nulla sociale. Esso, infatti, matura all'interno di un reticolo di attori sociali istituzionali e non, che hanno rilevanza non secondaria nel determinare gli esiti, per cui la progettazione della valutazione chiede di tener conto, prevedendole come concetti espressi e misurabili, delle reazioni della popolazione interessata rispetto alla quale l'intervento è realizzato.
Ogni programma di intervento sociale prevede almeno tre elementi: "gli obiettivi che si prefigge di conseguire verso i soggetti cui è diretto, il "bersaglio" (seguendo una terminologia ormai invalsa) e le modalità di attuazione" (A. Saporiti, La ricerca valutativa: un'introduzione alla valutazione dei programmi socio-sanitari, in P. Donati - a cura di -, Manuale di sociologia sanitaria, La Nuova Italia Scientifica, Roma, 1987, p.205), rispetto ad essi vanno costruite le modalità di verifica circa il raggiungimento degli obiettivi intermedi e finali previsti già nella fase di progettazione dell'intervento. Gli obiettivi consistono sostanzialmente negli scopi che il programma intende raggiungere, segue la specificazione del bersaglio cui si rivolge l'intervento e rispetto al quale si strutturano le modalità di realizzazione dell'intero progetto. Per dirla con Saporiti nella verifica o valutazione di un programma "il ricercatore deve in ogni caso occuparsi delle seguenti tre questioni: definizione ed identificazione operativa degli scopi del programma, specificazione e selezione del bersaglio e congruenza tra gli scopi, il bersaglio e le modalità di attuazione del programma" ( A. Saporiti, op. cit. p.205).
L'aspetto importante nella valutazione non è solo la determinazione degli obiettivi da raggiungere ma il fatto che questi devono essere chiari, stabili nel tempo e misurabili, altrimenti risulta vano ogni tentativo di verifica del loro effettivo raggiungimento nel corso della realizzazione del programma di intervento sociale.
Un'altra osservazione pertinente è la distinzione tra la verifica dell'attuazione di un programma e la verifica degli effetti finali. Nel primo caso siamo in presenza di una verifica circa il raggiungimento degli obiettivi intermedi del programma e nel secondo caso siamo in presenza della verifica del raggiungimento degli obiettivi finali. Tale distinzione rimanda alla suddivisione dell'intervento in fasi all'interno delle quali va posta la verifica del raggiungimento degli obiettivi allo scopo di misurare il successo o il fallimento del programma nonché l'efficacia di esso nel produrre i cambiamenti auspicati.
Per quanto concerne la verifica del programma si seguirà il presente schema:
Bisogni e risorse---------- Formulazione di---------- Realizzazione del---------- Risultati 
obiettivi programma
e metodologie
(Modello di programma proposto da Holland -a cura di -, op. cit., 1985, p.35, e da noi liberamente riadattato).
La verifica del raggiungimento degli obiettivi intermedi è chiaramente posta nella fase della realizzazione del programma mentre la verifica del raggiungimento degli obiettivi finali è posta nella fase finale del programma, quella concernente l'ottenimento dei risultati fissati come obiettivi in sede di progettazione dell'intero programma.

Modalità di verifica del raggiungimento degli obiettivi intermedi e finali: programma di inserimento al lavoro dei soggetti interessati

Per quanto concerne il programma di inserimento al lavoro del soggetto tossicodipendente o con problemi tossicomanici è necessario distinguere tra obiettivi intermedi e obiettivi finali del programma. In relazione a tale distinzione si procederà ad indicare le modalità di verifica circa il loro raggiungimento.
Nello specifico empirico si è posto quale obiettivo intermedio del programma di inserimento al lavoro la realizzazione di un'effettiva e positiva collocazione del soggetto all'interno di un sistema di ruoli e di relazioni lavorative. L'obiettivo intermedio si intende raggiunto in relazione all'ottenuto inserimento del soggetto e alla capacità di conservare un positivo rapporto con orari e mansioni (le regole). A queste variabili si aggiungono gli aspetti più sociali connessi all'effettiva uscita del soggetto dai ruoli e dalle identità devianti.
Come appare, si tratta di un'esperienza di socializzazione al lavoro con l'unica variante data dall'esistenza di un obiettivo finale più complesso di quello intermedio rappresentato dall'intero programma di reinserimento sociale del soggetto nelle relazioni di vita quotidiana in condizioni di autonomia economica e di stabilità di identità personale.
L'obiettivo finale è dato dal risultato che ci si è auspicati di raggiungere alla fine del programma. Esso consiste, nella fattispecie specifica, nell'ottenimento di un risultato di efficacia rispetto al positivo reinserimento del soggetto all'interno di una sistema normalizzato di relazioni sociali in cui non figurano più i riferimenti all'esperienza deviante drogastica.
Sia la verifica del raggiungimento dell'obiettivo intermedio, sia la verifica del raggiungimento dell'obiettivo finale, presuppongono la corretta raccolta dei dati e la loro ugualmente corretta annotazione su delle schede di valutazione personale.
Per riassumere abbiamo:
- Obiettivo intermedio: ------------ * inserimento del soggetto nella realtà produtt.
(laboratorio protetto o unità produttive locali);

* positivo adattamento con orari e mansioni
(socializzazione del lavoro). 

- Obiettivo finale : ------------ * efficace reinserimento del soggetto in un
sistema normalizzato di relazioni sociali. 

Per la verifica del raggiungimento degli obiettivi, siano essi intermedi o finali, si propone un'unica scheda di rilevazione metodologicamente costruita quale struttura di indagine longitudinale. Essa ha l'indubbio vantaggio di permetterci di seguire il soggetto nel tempo e di conseguenza di procedere, nel corso della compilazione, alla verifica di ambedue le tipologie di obiettivi. Inoltre, prima di porre la scheda, è bene osservare che, in questo tipo di rilevazione, esistono problemi di validità ed attendibilità della misura dei vari indici connessi al grado di riservatezza dalle informazioni richieste e dalle aspettative che i soggetti maturano rispetto alle eventuali conseguenze dei loro comportamenti. Per ovviare a tale problema metodologico si fa affidamento sul tipo di variabili prese in considerazione, sulle modalità di verifica e sulla preparazione degli operatori a ciò preposti.
Ripercorrendo quanto proposto da Fogliata e Franco e da Franco, Fogliata, Ferraresi e Sandrini, opportunamente riadattato alla luce del lavoro di Ciocca (R. Fogliata - M. Franco, Valutazione dell'inserimento in comunità, in Prospettive Sociali e Sanitarie, n. 18 del 1991, pp. 12-15. M.Franco, R. Fogliata, R. Ferraresi, M. Sandrini, Valutare l'efficacia degli interventi, in Prospettive Sociali e Sanitarie, n.1 del 1993, pp. 9-13. A. Ciocca, op. cit. pp. 49-66) e alle esigenze del nostro programma, proponiamo la scheda n.1 qui allegata che dovrà essere compilata per ogni soggetto interessato dal programma, la durata prevista della valutazione è di due anni
Un opportuno schema di valutazione sul grado di organizzazione domestica, di efficacia della gestione economica, del livello e della qualità educativa nei confronti dei minori e della condizione degli stessi sarà predisposto dalla Cooperativa, dai Ser.T. e dal Consultorio familiare.

Modalità di verifica del raggiungimento degli obiettivi intermedi e finali: programma di formazione al lavoro dei soggetti interessati

Nel caso del programma di formazione al lavoro il problema della verifica del raggiungimento degli obiettivi intermedi e finali, si pone alla stessa maniera di quanto abbiamo visto nel paragrafo precedente, con l'aggiunta di alcune tecniche specifiche della valutazione della formazione.
Avendo a che fare con la problematica della tossicodipendenza, risulta naturale ed agevole l'applicazione della già vista scheda n.1 opportunamente segmentata a mesi 4 che è da compilare, anche in questo caso per ogni soggetto coinvolto nel programma. In aggiunta si possono individuare le tecniche specifiche riferite alla formazione professionale. Tra gli obiettivi del programma figura e certamente non in posizione secondaria l'acquisizione di una operatività professionale ben specifica.
Il processo di apprendimento sarà frazionato in parti o unità operative in progressione e naturalmente dopo l'acquisizione delle conoscenze relative il docente procederà ad affrontare la fase di valutazione. Sia se siamo in presenza di una verifica finale sia se siamo in presenza di una verifica effettuata durante il procedere del percorso di formazione, al formatore è lasciato il compito "di predisporre opportuni strumenti di misurazione e di rilevazione che non potranno che avere essenzialmente la forma di un questionario sufficientemente strutturato e articolato tale da riprodurre almeno i principali elementi costituenti il set di informazioni trasmesse (G.P. Quaglino - G.P. Carrozzi, op. cit., p.212).
La verifica dell'apprendimento delle capacità rispetto ad un determinato percorso formativo pone, invece, questioni diverse in ragione delle specifiche abilità richieste. Si tratta in effetti della capacità di rilevare le conoscenze acquisite nell'attività pratica "(...) in tal caso quindi ci sarà una tecnica di misurazione il cui impiego è il più adatto in questi casi poiché ci sarà un'osservazione diretta e costante dei progressivi miglioramenti di capacità riscontrabili negli individui durante lo svolgimento dell'attività formativa. E' dunque assai probabile che in questo caso la valutazione divenga essa stessa momento formativo (non diversamente da quanto si verifica con l'istituzione programmata quando si tratta di apprendimento di conoscenze) e quindi parte integrante delle metodologie didattiche" (G.P. Quaglino - G.P. Carrozzi, op. cit., p.213).

Controllo di gestione

Il controllo di gestione nasce dalle esigenze di porre, a fronte di una disponibilità limitata di risorse umane e finanziarie, uno stile organizzativo idoneo a controllare, razionalizzandoli, gli interventi realizzati. Mentre per la generalità dei servizi o interventi, è possibile parlare in termini di convenienza socioeconomica del programma, nello specifico dei servizi sociali il discorso si rende più articolato in ragione della comparazione degli effetti di efficacia e di efficienza. Il discorso si rende difficile poiché, nel sociale, non sempre risultano agevoli gli obiettivi di efficacia dell'intervento con gli obiettivi di efficienza. per dirla in altri termini si tratta di determinare fino a che punto un programma di tutela della salute di una popolazione debba essere, oltre che efficace, anche necessariamente efficiente, e fino a che punto è tollerabile conciliare l'efficienza con una certa percentuale di efficacia del trattamento.
Per quanto tali dubbi siano reali e concreti, è bene ricordare anche che, in argomento di interventi sociali, non sempre la prassi di intervento è in linea con una progettazione
organizzativa delle risorse umane e finanziarie disponibili, in ragione di una loro razionalizzazione progettuale in vista del raggiungimento dell'obiettivo fissato. In questo il controllo di gestione si rivela lo strumento necessario per sviluppare uno stile organizzativo "scientificamente fondato" (G. Pellizzer, Controllo di gestione nei servizi, in Prospettive Sociali e Sanitarie, n.20 del 1993, p.13).
Alla luce del dibattivo circa la misurazione comparativa dell'efficacia e dell'efficienza di un servizio socio-sanitario (A. Saporiti, op. cit., pp. 213-218), in questa si propone il controllo di gestione del progetto di intervento in termini organizzativi. Partendo dalla consapevolezza che "il controllo di gestione verifica sistematicamente i risultati raggiunti, gli obiettivi prefissati, la disponibilità delle risorse e la conseguente ridecisione" (G. Pellizzer, op. cit., p.13) proponiamo come tecniche di controllo l'utilizzo di prospetti e tavole, di controllo e di valutazione, che riportano alcune misurazioni più significative, da affiancare alla individuazione dei centri di responsabilità, ossia delle persone cui imputare la realizzazione di determinate mansioni connesse all'intervento. Ai centri di responsabilità sono affidati determinati "obiettivi la cui realizzazione è soggetta a periodiche verifiche da parte del sistema di controllo di gestione dell'ente" (G. Pellizzer, op. cit., p.13).
Gli strumenti di rilevazione consentono ai vari operatori di verificare, controllandolo, il lavoro svolto dagli utenti del programma. A tale scopo qui proponiamo due schede di rilevazione
settimanale da compilare a cura dei responsabili dei due programmi d'intervento. La scheda n.2 si riferisce al programma di inserimento al lavoro, mentre la scheda n.3 si riferisce al programma di formazione professionale. Le schede sono allegate al presente contributo.
Tali schede, una volta compilate, costituiranno materiale necessario per operare un riepilogo mensile quantitativo e qualitativo, necessario all'effettuazione di una valutazione dell'intervento e di un suo controllo complessivo. Il riepilogo mensile sarà effettuato riportando i dati sulle schede n.4 e n.5.
Inoltre voglio ricordare che con le strutture pubbliche e private collegate ai progetti sono previsti incontri di verifica periodici del lavoro svolto

Ragioni che rendono necessario l'acquisto dei beni mobili (macchinari)

La nostra Cooperativa persegue da 15 anni un obiettivo che riteniamo essere di particolare difficoltà: l'inserimento lavorativo e l'indipendenza economica di soggetti provenienti dalle fasce deboli del mercato.
In questi 15 anni nella regione Abruzzo e nel nostro territorio abbiamo assistito alla chiusura di decine di fabbriche grandi, medie e piccole.
Noi siamo rimasti in piedi.
La nostra impresa sociale si propone come principio che solo l'autosufficienza possa costituire una risposta dignitosa e stabile, questo enunciato, dal punto di vista squisitamente teorico, costituisce una verità lapalissiana ma dal punto di vista pratico poche sono le esperienze che in Abruzzo in un terreno di libero mercato privato sono rimaste attive per tutti questi anni nel campo dell'inserimento lavorativo degli emarginati.
Attualmente operiamo in due distinti settori:
- laboratorio protetto ove si svolgono lavori di assemblaggio di prodotti rivenienti da aziende esterne quali componentistica di spazzole elettriche, astucci scolastici, incollaggi, ecc.;
- legatoria.
Per quest'ultimo settore, come già menzionato in precedenza, la nostra linea di produzione è incompleta nel senso che non possediamo le macchine necessarie per rilegare i libri. Questo ci pone in difficoltà con i nostri committenti che sono costretti ad inviare la lavorazione del libro ad altre legatorie poste esternamente al nostro comprensorio territoriale (Pescara, Ancona). Per completare la linea del libro abbiamo fatto ricorso alle annualità finanziarie '94 e '95 di cui alla L. 309/90.
Tenendo conto che - a ns. parere - esistono buone possibilità di accoglimento della stessa noi pensiamo che il miliardo necessario per acquistare i macchinari utili alla impaginazione del libro possano provenire (tutto o in parte) dal buon accoglimento dell'istanza '94/'95. 
Inoltre vogliamo precisare che rendere produttive queste esperienze senza le rette comunitarie legate al soggetto, resistere sul mercato di libera concorrenza, pagare gli affitti degli stabili (L.4.800.000 mensili), assolvere ai pagamenti dovuti agli Enti previdenziali e Tributari (INPS, INAIL, IRPEF, ILOR, IRPEG,), pagare le imposizioni dei servizi (ENEL, Telecom, Assicurazioni, vedi all. n.14), erogare gli stipendi, adeguarsi ai sensi delle leggi sulla protezione del lavoro (626/94), aiutare le famiglie indigenti, ecc. costituiscono problemi (angosce) non indifferenti.
Di più occorre puntualizzare che nella nostra struttura il soggetto con trascorsi tossicomanici o con problematiche tossicomaniche attuali e complesse non è dimesso al termine di un periodo di lavoro ma viene assunto a tempo indeterminato; quindi per poter rispondere alle nuove richieste di ingresso in laboratorio protetto siamo quindi obbligati ad ampliare le nostre capacità industriali.
Non abbiamo la possibilità finanziaria di acquisire i macchinari afferenti ai progetti e per questo rivolgiamo , ai sensi della Legge Regionale 29/03/1997, n.86, la richiesta di contributi per l'acquisto di beni mobili legati alla realizzazione del Progetto "Archimede" e "Unità di lavoro modulare".
Precisiamo che ben coscienti della difficoltà di una copertura totale del finanziamento richiesto abbiamo sviluppato questi progetti in modo tale che anche con coperture parziali si possono strutturare attorno alle macchine finanziabili unità di lavoro autonome e produttive, il resto delle spese necessarie per avere l'intero apparato di produzione sarà assunto tramite prestiti bancari quando le condizioni finanziarie e la fiducia degli istituti di credito sarà acquisita.
L'entità del finanziamento richiesto è coerente con le somme necessarie per creare posti di lavoro nel settore industriale ed è per questo che il livello finanziario richiesto è elevato a fronte del numero dei soggetti interessati.

TIPOLOGIA PERSONALE IMPIEGATO

Soci-dipendenti:
01) - FERRACUTI Luciana, operaia, Presidente e Legale Rappresentante,
02) - CIRIACO Amerigo, operaio,
03) - CAPOCASA Piero, operaio legge 381/91, invalido civile,
04) - TUCCI Giuseppe, operaio legge 381/91, invalido civile
05) - CAMAIONI Antonio, operaio legge 381/91, Ser.T. di Nereto,
06) - GANDOLFI Massimo, operaio,
07) - RUSSO Mario, impiegato,
08) - TRAINI Mario, operaio,
09) - CAPPELLI Giuseppe, operaio,
10) - QUAGLIANO Luca, operaio legge 381/91, Ser.T. di Nereto,
11) - CAPRIOTTI Vincenzo, operaio legge 381/91, invalido civile,
12) - TATTONI Antonio, operaio,
13) - DI ROCCO Dante, operaio legge 381/91, detenuto Casa Circ. Teramo.
14) - RAPINO Emanuela, operaia legge 381/91, Ser.T. di Nereto.

Dipendenti e collaboratori:
15) - Dott. AMADIO Paula Beatriz, impiegata Progetto Horizon,
16) - FIORAVANTI Mauro, impiegato Progetto Horizon,
17) - RIGA Pino, operaio,
18) - Dott. PONTUTI Simonetta, sociologa
19) - Dott. FARES Roberta, pedagogista
20) - Dott. ADAMI Arnaldo, psicologo
21) - Dott. CORSI Vincenzo, sociologo
22) - Dott. DI FELICE Roberto, medico, fondatore Coop. Soc. "Il Ponte",
23) - CATANI don Vincenzo, sacerdote,
24) - Dott. DE LUCA Tiziana, psicologa,
25) - QUINZI don Lele, sacerdote, responsabile Caritas Diocesana.
26) - Dott. CAPECE Marcello, psichiatra.

Volontari:
27) - Dott. MARZONETTI Lorena, psicologa,
28) - Ing. EUSEBI Vincenzo, ingegnere civile,
29) - Dott. GOBBATO Roberto, neurologo,
30) - Dott. PIERANTOZZI Enzo, medico chirurgo,
31) - Dott. ROSATI Paolo, commercialista.

SCHEDA PROGETTUALE "Progetto Archiemede"
SCHEDA PROGETTUALE "Mai solo donne"

   
Progetti     Home

E-mail